Installare i paccheti .deb tramite gdebi e non Ubuntu Software Center

Con l’avvento delle ultime versioni di Ubuntu è stata introdotta una novità particolare: il programma impostato di default per installare i pacchetti .deb è diventato Ubuntu Software Center. Purtroppo però, tale software, per caricarsi, impiega più tempo rispetto al buon vecchio “installatore pacchetto GDebi”.

Vogliamo ripristinare le cose come erano prima? Ecco come fare:

Installiamo il pacchetto gdebi-gtk:

sudo apt-get install gdebi-gtk

Poi clicchiamo col tasto destro su un qualsiasi pacchetto .deb e selezioniamo “apri con…→ altra applicazione”. Nella finestra che si apre, andiamo in basso e espandiamo il campo “usare un comando personalizzato” e nel campo testo scriviamo “gdebi-gtk“. Mettiamo la spunta su “ricordare questa applicazione per i file <<pacchetto software>>” e il gioco è fatto!

Ora tutti i file .deb si apriranno tramite GDebi.

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Configurare “/etc/fstab” per partizioni ntfs in Ubuntu

Probabilmente molti di voi avranno un sistema dual boot con Ubuntu (ad es.) e Windows. Di conseguenza avrete la necessità di condividere (almeno) una partizione tra i due sistemi operativi. Come molti di voi sapranno, Windows formatta gli HD con un file system proprietario: NTFS. Linux è in grado di leggere e scrivere su questo file system grazie ad un apposito driver che si chiama “ntfs-3g“. Purtroppo però, appena terminata l’installazione del sistema, tale driver non è propriamente configurato. Vediamo di seguito come risolvere il problema.

Innanzitutto apriamo il file che contiene le configurazioni delle partizioni montate nel sistema:

sudo gedit /etc/fstab (sostituite "gedit" con "kate" se usate kubuntu)

Vi si aprirà un file di testo simile a questo:

# /etc/fstab: static file system information.
#
# Use ‘blkid -o value -s UUID’ to print the universally unique identifier
# for a device; this may be used with UUID= as a more robust way to name
# devices that works even if disks are added and removed. See fstab(5).
#
# <file system> <mount point>   <type>  <options>       <dump>  <pass>
proc            /proc           proc    nodev,noexec,nosuid 0       0
# / was on /dev/sda8 during installation
UUID=8232ff8f-4f09-4103-81b0-7d111ad03266 /               ext4    errors=remount-ro 0       1
# /home was on /dev/sda9 during installation
UUID=7b5e3855-c878-42f8-8561-0afa3d3a3b4a /home           ext4    defaults        0       2
# /media/backup was on /dev/sda6 during installation
UUID=0474D862151FE420 /media/backup   ntfs defaults,nls=utf8,,umask=007,gid=46 0       0

Ora dovrete individuare la riga che contiene il punto di mount della partizione (ntfs) che vi interessa condividere. Supponiamo che sia “/dev/sda6” montata in “/media/backup”, come nel mio caso qui sopra.

Per poter usufruire a pieno di tale condivisione, dovete apportare 2 modifiche alla riga:

  • sostituire “ntfs” con “ntfs-3g
  • aggiungere a “defaults,nls=utf8,,umask=007,gid=46”, la dicitura “uid=1000“.

Alla fine dovreste ottenere una cosa come questa:

# /media/backup was on /dev/sda6 during installation
UUID=0474D82151FE420 /media/backup   ntfs-3g defaults,nls=utf8,uid=1000,umask=007,gid=46 0       0

Il parametro “uid=1000” segnala al sistema il fatto che il proprietario di quel punto di mount (partizione) sia l’utente che ha l’id n° 1000, cioè il primo utente creato in fase di installazione del sistema (per verificare l’id del vostro utente, andate in “Sistema → Amministrazione → Utenti e gruppi”, selezionate il vostro nome utente, cliccate su “impostazioni avanzate” e poi aprite il tab “avanzate”). Il fatto che i proprietari della partizione siate voi, vi permetterà di creare file e di poterli spostare nel cestino relativo al vostro account.

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Installare .deb a 32 bit su Ubuntu a 64 bit

Purtroppo a volte si trova ancora software realizzato solo per architetture 32 bit e pacchettizzato di conseguenza. Se avete Ubuntu, ecco come fare per risolvere il problema:

Innanzitutto, installate la libreria che permette la compatibilità tra programmi a 32 e 64 bit:

sudo apt-get install ia32-libs

poi i 2 softwares necessari alla “trasformazione” del pacchetto .deb:

sudo apt-get install fakeroot alien

a questo punto aprite il terminale e posizionatevi nel percorso in cui avete scaricato il .deb a 32 bit (ad es, se l’avete sul desktop):

cd /home/nomeutente/Scrivania

e date il comando:

fakeroot alien -t nomedelpacchetto32bit.deb

ora troveremo sul nostro desktop un pacchetto con estensione .tgz, quindi, sempre nel terminale:

fakeroot alien -d nomedelpacchetto.tgz

Alla fine avremo sul nostro desktop un nuovo pacchetto .deb installabile su una macchina a 64 bit ;).

Fonte

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Synkron: lo strumento multipiattaforma per la sincronizzazione di file e cartelle (quasi) definitivo!

Nella mia esperienza personale, ho l’esigenza di sincronizzare il contenuto di alcune cartelle presenti sul mio portatile con quelle sul pc fisso. Per Windows esiste un software molto efficace che si chiama Syncback.

Per Linux ho tentato diverse soluzioni: Unison, grsync e altri che non ricordo nemmeno, ma nessuno era paragonabile a Syncback… fino a quando non ho scoperto l’alternativa vera a Syncback su Linux (Ubuntu nel mio caso): Synkron.

Synkron permette di scegliere quali cartelle e file sincronizzare e quali escludere, di propagare le cancellazioni in tutte le cartelle interessate dalla sincronizzazione (Syncback invece propone di ri-copiare il file che è rimasto nelle altre cartelle), di sincronizzare più di 2 cartelle (Syncback non  lo permette), di rilevare se un file è stato modificato in più di una cartella e ne avverte l’utente (Synback non ne è in grado). Inoltre non ha problemi a sincronizzare posizioni situate su pc differenti (comunque all’interno della stessa LAN) con diversi sistemi operativi (il mio pc fisso monta Windows Vista 32 bit, il portatile Ubuntu 10.10 64 bit).

Tutte queste caratteristiche lo renderebbero perfetto, se non fosse per 2 pecche che ho riscontrato:

  • la lentezza nel confronto tra le posizioni da sincronizzare (Syncback è più veloce);
  • se si sono creati più profili, essi si possono attivare tutti con un comando solo, ma senza la possibilità di avviare un’analisi preliminare delle differenze riscontrate.

Ciò detto, ecco i link per ottenere il software:

http://sourceforge.net/projects/synkron/files/

Se avete la versione a 64 bit di Ubuntu e non riuscite a installare il pacchetto (che è disponibile solo per i 32 bit), leggete qui.

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[Sondaggio] Quali sono, secondo voi, i fattori che ostacolano la diffusione di Linux sui pc?

Ho approntato un sondaggino per voi visitatori. Il tema è dei più classici, ma mi interessano le idee che circolano in rete.

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The original Numb, piano acoustic!

Condiviso stamane da un amico su Facebook, brividi….

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Google Earth su Ubuntu: installazione che vada a buon fine

Dalla versione 10.10 di Ubuntu, la procedura per installare Google Earth è stata modificata. Vediamo come fare:

  • in una finestra di terminale, diamo il seguente comando per installare il pacchetto che genererà il file di installazione di Google Earth (un file *.deb su Ubuntu):

sudo apt-get install googleearth-package

  • poi lanciamo il comando per scaricare dal server Google i file binari e per crearne un pacchetto *.deb:

sudo make-googleearth-package –force

  • a questo punto nella nostra /home, troveremo un file *.deb che assomiglia a “google… .deb”. Lanciamolo facendo doppio click su di esso. A questo punto si apre una finestra dell’Ubuntu Software Center che ci permetterà di installare il pacchetto in questione.

Alla fine del processo di installazione (pochi secondi), troveremo il nostro mappamondo virtuale in Applicazioni Internet → Google Earth.

Se ciò non accadesse, sarebbe dovuto al fatto che sul nostro sistema manca una libreria che non viene installata in automatico dall’installer di Google (e chissà perchè!). Quindi installiamola con:

sudo apt-get install lsb-core

e facciamo di nuovo doppio click sul pacchetto *.deb di installazione (come nel punto 3).

Alla fine della procedura, nella nostra /home troveremo 2 file: un file *.bin e un file *.deb. Il *.bin possiamo eliminarlo, mentre il pacchetto *.deb potremmo pensare di conservarlo in caso di future re-installazioni del programma.

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